Roger Fenton, Reporter senza frontiere e la libertà

roger fenton

Roger Fenton fu il primo reporter di guerra: la guerra in questione era quella di Crimea, l’anno il 1855.

Roger Fenton, fondatore e membro della Royal Photographic Society, stava fotografando la famiglia reale quando il governo, dopo un paio di tentativi andati a vuoto, decise di rivolgersi proprio all’associazione per reclutare un fotografo che partisse per la Crimea al seguito delle forze armate inglesi.
Si offrì volontario, si scelse un cuoco e un assistente, fece allestire un carro in cui avrebbe lavorato e partì.

il carro di roger fenton

All’epoca i tempi di esposizione erano lunghi, e Fenton dovette tenerne conto, senza contare l’assalto dei soldati inglesi che volevano tutti essere fotografati, in più il suo carro, strano e molto ben visibile, era il bersaglio perfetto.
Ma Roger Fenton era al servizio del governo britannico, che aveva tutta l’intenzione di costruire il consenso intorno a una guerra molto discussa anche in patria: nessun cadavere, nessun ferito, nessun mutilato furono mostrati.

roger fenton

L’illusione che la fotografia potesse essere un ritratto imparziale della realtà morì prestissimo e fin dalla sua nascita fu evidente che puntare l’obiettivo su uno scorcio di realtà, significava scegliere quanta altra realtà lasciare fuori dall’inquadratura.

Meno di dieci anni dopo fu scattata da Timothy O’Sullivan, che faceva parte del gruppo messo su da Matthew Brady  per documentare la Guerra di Secessione, la tremenda Harvest oh death, il campo dei morti all’indomani della battaglia di Gettysburg.

harvest of death

I fotografi hanno un grande potere: possono mostrare al mondo gli aspetti che nessuno vorrebbe vedere e far vedere. Per farlo corrono rischi importanti.
Il diritto all’indipendenza hanno dovuto conquistarlo e per mantenerlo combattono ancora. Basta considerare che l’Italia è al 73 posto nel mondo per il livello di libertà della stampa.

Reporters without borders è un’associazione che sostiene questa indipendenza, per sostenere i professionisti che non vogliono raccontare la versione della storia che fa comodo ai governi e questo commercial lo spiega molto bene, con forza e buon gusto, con incisività e pulizia.

L’agenzia è una di quelle che ultimamente fanno le cose migliori (vedi Air France) e il tocco si vede.
Advertising Agency: BETC, Paris, France
Creative Directors: Stephane Xiberras, Jean-Michel Alirol, Dominique Marchand
Art Director: Jean-Michel Alirol
Copywriter: Dominique Marchand

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *