Listerine e la condivisione

listerine ad

La nuova campagna Listerine punta tutto sul bisogno di appartenenza.

Fino agli inizi del secolo scorso, le pubblicità di dentifrici usavano come argomento di vendita principale la paura della carie, subito seguita dalla questione igiene. Questo finché Pepsodent non si rivolse alla Lord & Thomas di Chicago, dove un certo Claude C. Hopkins aveva idee molto precise su come dovessero lavorare i pubblicitari: in modo scientifico, analizzando con cura il prodotto, il segmento commerciale e il target.

Quando si trovò a studiare il dentifricio e i problemi dell’igiene orale, Hopkins scoprì che una delle cose che poteva fare il prodotto era prevenire l’ingiallimento dei denti. Fu così che per la prima volta un dentifricio fu venduto non per la sua capacità igienizzante, ma perché aiutava le persone a sentirsi più belle, più a loro agio nelle interazioni sociali.

La mia mente è corsa a questa storia dopo aver visto l’ultima campagna di Listerine, che potrebbe adattarsi perfettamente a un deodorante o a un bagnoschiuma, ma è comunque perfetta per il prodotto. e come Hopkins per Pepsodent, anche in JWT Dubai qualcuno ha pensato di vare leva sulla pressione sociale e sul desiderio di accettazione.

listerine ad listerine ad

Quindi abbiamo: un movente forte, un visual semplice, non bellissimo ma efficace, che riduce al minimo gli elementi di disturbo, un consumer benefit evidente.
Ecco cosa fa una buona pubblicità, se poi fosse anche bella sarebbe proprio il massimo.

Advertising Agency: J. Walter Thompson, Dubai, UAE
Creative Directors: Gautam Wadher, Akhilesh Bagri
Copywriter: Akhilesh Bagri
Art Director: Gautam Wadher
Designer: Shine Mohandas
Illustrator: Willie Ryan

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *