La comunicazione e il mondo transgender

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Il tema transgender è pienamente entrato nelle pubblicità. E l’aspetto glamour è stato il passpartout di questo ingresso, tanto è vero che fino a ora i protagonisti di questi commercial erano bellissime trans e neodonne molto affascinanti.

Ne ho scritto qui, a proposito della campagna L’Oreal, e qui parlando di Magnum.

Oggi mi sono imbattuta per la prima volta in un commercial che non usa i transgender per vendere un prodotto o far conoscere un brand, ma per abbattere pregiudizi e barriere mentali. Ed è un commercial bello e dolce, in cui sono le mamme a parlare e a invitare le persone: Meet my child, incontra mio figlio, mia figlia, i miei bimbi e viene a scoprire il tessuto di relazioni, amore, paure e speranze che tiene insieme queste famiglie così normali. Famiglie in cui ci sono mamme piene d’amore, che desiderano proteggere i propri figli dall’incapacità di una parte del mondo di comprenderli. Mamme che ammettono senza vergogna di aver loro stesse dovuto capire cosa significava per la propria figlia sentirsi maschio, voler crescere come un ragazzo.

Costruire la propria identità è uno dei compiti più difficili di ogni essere umano, e comincia proprio durante l’adolescenza, quando siamo tutti coinvolti in cambiamenti profondissimi, psicologici e fisici. Io non so immaginare quasi nulla di più difficile di dover compiere questo percorso in un corpo in cui non ci si riconosce a pieno, nulla a parte una cosa, che davvero mi sembra più dura ancora: farlo mentre pregiudizi, aggressività e paura sono ostacoli quotidiani.

Perciò forse il passaggio dal glamour è stata la tappa necessaria per cominciare a parlare di transgender, ma è bello, proprio bello che ora si possa cominciare a ragionare sui sentimenti.

Director: Melissa Ragan

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